Suona la sveglia: gli studenti stanchi di dormire sugli allori scendono in piazza. Manifestazione organizzata nella città Tiburtina.
Tivoli, 13 dic - Ore 8.30 suona la sveglia, un suono deciso che fa aprire gli occhi a 2000 studenti forse da troppo addormentati, il caffè di questa fredda mattina di dicembre sono grida e cori, la brioche gli striscioni. Le scuole di Tivoli e Guidonia scendono in piazza, il lungo corteo parte dal piazzale della mutua per arrivare fino a piazza Garibaldi. Una marcia cadenzata da musica, da giovani voci l'una a coprire l'altra, ma per qualche strano meccanismo all'unisono. Sembrano grilli, saltano e ballano, muovono nervosamente le mani. Una manifestazione organizzata quella svoltasi oggi 13 Dicembre, una manifestazione contro il decreto Gelmini, una manifestazione senza disordini, in punta di piedi ma non per questo muta. Ad ogni passo dei ragazzi prende vita, ad ogni no pronunciato a denti stretti si rinvigorisce. Sembra una grande festa, gente affacciata alle finestre che addirittura fa foto o riprende il corteo con telecamere, gli studenti li incitano a scendere con musichette in rima o chiamandoli con le braccia . C'è chi dal proprio balcone applaude chi invece fermo in un angolo non capisce: <<dovrebbero studiare invece di perdere tempo>> dice un passante <<speriamo rimangano calmi>> risponde l'altro. Gli stereotipi si fanno strada, tutti gli studenti che manifestano sono fannulloni, perditempo, cattivi ragazzi da evitare, che coprono il viso con sciarpe e creano disordini. Questa mattina qualcosa è cambiato, 2000 ragazzi hanno sfilato tranquilli, armati solo della loro voce, nessuna bandiera li ha sostenuti,nessun colore, solo qualche lenzuolo scritto da loro. Anche le forze dell'ordine, carabinieri e polizia ci dicono che tutto va per il meglio, che non ci sono state situazione di pericolo. I rappresentanti degli istituti di Tivoli e Guidonia hanno deciso di unirsi, di camminare insieme, nasce così l'idea di Federico Battistini ,rappresentante dello scientifico Spallanzani di Tivoli, di creare il NORS(nuovo organizzativo rappresentanti d'istituto). Questi studenti accomunati dallo stesso malessere si sono uniti, il futuro del Paese ha voluto dire la sua, magari non con paroloni aulici e poetici ma sicuramente veri e densi di significato. <<Tra le macerie di questo Paese ricostruiamo noi il nostro futuro>> questo si legge in uno dei tanti striscioni, gli studenti sono pronti a gettare le fondamenta,a rimboccarsi le maniche e a lavorare duramente per ricostruire quello che piano piano si sta sgretolando. Questa mattina questi ragazzi hanno fatto politica, quella sana che si fa in mezzo alla gente, della quale si discute, con la quale ci si confronta, non quella da teatrini parlamentari e burattinai, quella vera della persone comuni che ogni mattina si svegliano e il sole lo guardano in faccia senza paura di scottarsi troppo. Non si è parlato di rossi e di neri, non si è parlato di vecchie storie dette e ridette ma del presente e dei progetti per il futuro. Gli studenti ormai senza voce arrivano in piazza Garibaldi, non c'è tempo per stare in silenzio, bisogna andare avanti. Si siedono tutti a terra in un grande cerchio e discutono, un ottimo esempio di democrazia che pur smunta riaffiora nella società. <<La scuola pubblica ha il dovere di attivarsi>> grida uno dei rappresentanti, <<dobbiamo stare uniti per riprenderci il nostro futuro>> incita un altro ma dal coro,tra chi strilla e batte le mani un ragazzo prende la parola ed esorta a pensare, a pensare con la propria testa. Una parola sublime , ci siamo dimenticati cosa vuol dire, troppi conti da fare per pensare, è faticoso e soprattutto pericoloso. Questa è la vera rivoluzione , il pensiero depositato in un cassetto questi ragazzi lo vogliono tirare fuori, questo sarà il cemento per il loro futuro.<<Non ti devi preoccupare, va tutto bene>> scrivono ironicamente gli studenti su un altro striscione, ma loro si preoccupano e come, basta raccontare che tutto va bene, basta con le mezze verità, i giovani chiedono dei chiarimenti e dei diritti.
C'è chi la sveglia questa mattina proprio non l'ha sentita, hanno preferito restare a dormire, un giorno di vacanza non fa mai male. La piazza grida “buffoni” a tutti i compagni rimasti a casa e a quelli venuti solo per fare una gita. L'ultimo interrogativo della giornata è stato: <<noi siamo i ragazzi che servono l'Italia o quelli che la cambieranno?>>. Ai posteri l'ardua sentenza
Foto Manifestazione Scuola – Tivoli 13.12.2010
Video Manifestazione Scuola – Tivoli 13.12.2010
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