“Saltavano” il lavoro: 16 dipendenti della Regione Lazio agli arresti

Specialisti in “salto del tornello”. Non è un particolare stile di una qualche disciplina sportiva ma un’“esercizio” ben consolidato e messo in pratica per assentarsi sul lavoro da sedici dipendenti dell’ufficio decentrato dell’Agricoltura della di Viterbo. Sedici impiegati pubblici verso cui sono scattate, al termine di un’operazione denominata “Jump” (salto, appunto) partita nel 2008 dopo una segnalazione anonima alla Questura viterbese, diverse misure cautelari. Indagati tutti per truffa ai danni dello stato e falso ideologico, otto di loro sono agli arresti domiciliari, gli altri otto hanno l’obbligo di firma quotidiana presso la polizia giudiziaria. I “furbetti” sono stati smascherati principalmente dalle micro telecamere nascoste (sistemate dalla Squadra mobile all’ingresso dell’ufficio) che li hanno ripresi proprio mentre erano intenti nel ginnico movimento dello scavalcamento “illecito” del tornello. Controlli a distanza e le verifiche sui documenti d’ufficio, hanno poi consentito di appurare altri “trucchi” messi in opera dai 16 (che rappresentano un terzo degli impiegati presso quegli uffici) per assentarsi: ad esempio, i dipendenti passavano il tesserino magnetico del collega assente per registrare comunque la sua presenza sul posto di lavoro. Si scambiavano questo “favore” ripetutamente tanto che per alcuni dipendenti figura un dato sconcertante: una prestazione di servizio di una sola settimana su due, in pratica in due settimane sono state registrate 40 ore di presenza effettiva su 72 dovute, ossia un assenteismo pari al 50% . (B.P.)

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