SS Gonfalone, Alessandri è una furia:”Perseguo un solo obiettivo: la salvezza dell’ospedale di Monterotondo”. Nuova puntata della guerra dei nosocomi. Ci sentirà la Regione Lazio?
Fa chiarezza Alessandri, sindaco di Monterotondo. Ed è un fiume in piena, ancora sul tema caldo di questi mesi, la chiusura dell’ospedale della città. Inizia con quanto si è letto questa settimana sui giornali locali.“Mi sembra necessario fare un po’ di chiarezza, per fare in modo di non prestare il fianco ad ipotesi che vedono l’Amministrazione comunale rinunciare alla lotta per un ospedale pubblico di qualità e lavorare ad altre soluzioni. Questo non è vero”. Alessandri si dice del tutto all’oscuro di eventuali strategie che si stanno mettendo in atto per rendere la struttura ospedaliera un mix di pubblico e privato, sulle orme di quanto accaduto a Valmontone. “L’unico contatto che ho avuto in questo senso - prosegue il sindaco -è avvenuto circa un mese fa, proprio a ridosso delle prime notizie che vedevano come imminente la chiusura del SS. Gonfalone, nel quale mi è stata ventilata questa ipotesi. Ne ho preso atto ma di soluzioni alternative a quella di mantenere il nostro ospedale così com’è io non ne voglio sentir parlare. Tutti i nostri sforzi vanno concentrati per mantenere la struttura come presidio sanitario di primo livello sul nostro territorio e quindi smentisco categoricamente qualsiasi partecipazione dell’Amministrazione comunale a progetti alternativi dando invece la massima garanzia di un impegno, concertato e condiviso con tutti, per salvaguardare il nostro ospedale”. Si torna poi alla manifestazione che si è svolta in città il 29 ottobre, dove Alessandri rivela di aver avuto l’impressione “che non tutti stiamo lavorando per salvare l’ospedale ma che, invece, attorno alla chiusura del SS Gonfalone si stiano muovendo degli interessi del tutto contrastanti all’interesse comune. Che è e sarà sempre quello di mantenere la struttura un presidio sanitario di primo livello”. Qualcuno dunque, a detta del principale rappresentante dell’amministrazione comunale eretina, sta lavorando nell’ombra, puntando a far capire che chiudere l’ospedale conviene. A chi, non è dato saperlo. Certo non ai cittadini di Monterotondo. Il tutto accade dopo i segnali di apertura dati dalla Regione Lazio, che rendono la chiusura un po’ – non troppo – più lontana. “Invito dunque a desistere chi si sta concentrando su ipotesi alternative perché comincio ad avere l’impressione che mentre io, sulla base di un mandato popolare forte ed effettivo, tesso la tela per salvare il nostro ospedale qualcuno, dietro le quinte, la disfi contro gli interessi della città. Ogni nostro sforzo deve esser speso in una sola direzione e quindi invito il Prof. Caporale, il Prof. Gatto e il Presidente Del Broccolo, che dichiara di voler seguire il Sindaco e di questo gliene sono grato, a combattere per l’ospedale e a non pensarlo come già superato”. In questo modo – andando “contro” – si vanificano sforzi e speranze di chi è sceso in piazza per il “suo” ospedale. Tutte le risorse – politiche, culturali, intellettuali – vanno spese “solo perseguendo un unico obiettivo: la salvezza dell’ospedale di Monterotondo”. Altre soluzioni non sono ben accette. E se lo dice chi ci vive nelle città sedi di ospedali “decadenti” – Monterotondo, Palombara, Subiaco…- noi ci fidiamo. E dovrebbe fidarsi anche chi decide e comanda.
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