Condannato per violenza e poi promosso: alla Provincia di Roma
Roma, 01 nov - La Corte di Cassazione ad aprile del 2008 lo ha condannato a un anno e sei mesi per violenza sessuale aggravata dall’abuso d’ufficio. A giugno di quest’anno, il presidente della Provincia Nicola Zingaretti, ha firmato l’ordinanza che lo nomina vicedirettore generale. E sulla vicenda nove consiglieri provinciali del Pdl mercoledì hanno presentato un’interrogazione scritta a Zingaretti. Ma proprio quel giorno lo stesso Zingaretti ha firmato un’altra ordinanza nella quale accoglie le dimissioni dall’incarico (non dall’amministrazione provinciale) presentate dal dirigente. Una storia che merita di essere raccontata.
Se tu dai una cosa a me. I fatti risalgono a molti anni fa quando il dirigente, R.D.S, lavorava al Comune di Roma. Secondo i giudici l’uomo avrebbe preteso “giochini erotici” dalle organizzatrici delle manifestazioni culturali che bussavano alla sua porta in cambio di permessi per l’Estate Romana. E per questo è stato condannato in primo grado e in appello. Lui nel frattempo ha partecipato a un concorso per dirigenti alla Provincia, lo ha vinto ed è stato assunto.
La sentenza definitiva. Ad aprile scorso, però, la Corte di Cassazione ha confermato la condanna: un anno e sei mesi di reclusione per violenza sessuale aggravata dall’abuso di ufficio (pena sospesa con la condizionale). A questo punto gli uomini di Palazzo Valentini si pongono il problema: «Abbiamo aperto un procedimento disciplinare – spiega il direttore generale Antonio Calicchia – Ma dopo mesi di confronti con il dirigente e il suo avvocato abbiamo stabilito che non ci fossero gli estremi per il licenziamento».
Dalle stalle alle stelle. Dall’eventuale licenziamento si è passati alla “promozione”. Il 21 giugno di quest’anno il presidente Zingaretti, su proposta proprio di Calicchia che lo ha scelto tra vari dirigenti, ha firmato l’ordinanza numero 137 con la quale nomina R.D.S. vicedirettore generale della Provincia di Roma. «Nessun aumento di stipendio, nessun premio» assicura Calicchia, ma sicuramente un ruolo di maggior responsabilità e potere.
La fuga di notizie. La nomina resta quasi sotto silenzio. Fino ai giorni scorsi quando i consiglieri Simonelli, Tomaino, Bertucci, Lancianese, Scotto Lavinia, Petrella, Indicco, De Angelis e Stefani hanno cominciato a muoversi per vederci chiaro. E mercoledì 27, quando finalmente hanno avuto in mano un po’ di carte, hanno presentato un’interrogazione scritta a Zingaretti. Il caso ha voluto che proprio due giorni prima R.D.S avesse dato le dimissioni dall’incarico per “troppe competenze”. Dimissioni che il presidente della Provincia ha accolto proprio mercoledì 27. Zingaretti, ieri, non ha commentato. «Quel dirigente è un validissimo professionista – conclude Calicchia – Ho la massima fiducia in lui. E poi bisogna leggere bene la sentenza. Non ha violentato nessuno. Ha solo tentato di dare un bacetto sul collo ad una signorina».
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Non sapendo se la promozione è stata "per anzianità" oppure per capacità non esprimo nessun giudizio diretto sull'operato del Presidente della Provincia. Certo è che il comportamento del "valido professionista" nei confronti della signorina che era andata nel suo ufficio è assolutamente scorretto. Figuriamoci cosa potrebbe fare con "maggiori responsabilità"!!!Quello che mi lascia di stucco sono le dichiarazioni del Direttore Generale: "Non ha violentato nessuno, ha solo tentato di dare un bacetto sul collo ad una signorina".Un gesto innocente vero Dott. Calicchia? Un gesto innocente in un ufficio pubblico, vero?Per Lei è tutto normale: cghe un dipendente pubblico tenti di dare un bacetto in un ufficio pubblico ad una signorina che era lì per motivi di lavoro…Eppoi bisogna leggere bene la sentenza…Un consoglio, Dott. Calicchia: PRIMA DI PARLARE CONTROLLI CHE IL CERVELLO SIA COLLEGATO E RIFLETTA PRIMA DI APRIRE BOCCA E FARE CERTE DICHIARAZIONI. O MEGLIO SI TACCIA, STIA ZITTO.Dopo quello che ha detto sarei felice se fosse rimosso dal suo incarico. Come cittadino non voglio avere a che fare con un direttore generale della Pubblica Amministrazione che sputa dichiarazioni così stupide.