SS Gonfalone, qualcosa si muove: positivo l’incontro Alessandri-Polverini. Il sindaco di Monterotondo:”Nostre ragioni ascoltate e speriamo comprese”

Si è svolto l’atteso tra il sindaco di e il presidente della Renata Polverini. Un colloquio che ha avuto riscontri positivi, almeno dalla fiducia con cui è uscito , il primo cittadino. A quanto pare, ci sarebbe la possibilità i salvare l’ospedale. Insieme all’assessore e operatore sanitario Walter Antonini, l’amministrazione comunale di Monterondo è riuscita a confutare i dati relativi al nosocomio eretino, alla base del suo ipotetico declassamento.

Innanzitutto  - racconta il sindacoabbiamo avuto modo di fornire alcuni dati che non erano in possesso della Presidente e dei suoi collaboratori e di cui non v’era traccia nel piano di riordino, ad esempio quelli relativi ai reparti di ostetricia e ginecologia. Molta attenzione abbiamo riscontrato anche rispetto alla nostra interpretazione dei dati già noti, ricevendo l’impressione che il ruolo strategico-territoriale del SS Gonfalone sia stato valutato e riconosciuto più compiutamente di quanto non fosse avvenuto in precedenza”.

Una analoga attenzione e un implicito apprezzamento da parte del presidente e del suo entourage il sindaco lo ha riscontrato anche rispetto alla correttezza con la quale sino ad ora abbiamo portato avanti le nostre ragioni, al fatto di aver insistito solo sui dati escludendo ogni interpretazione politica della vicenda”. E ci mancherebbe altro: qui non si parla di politica – anche se lo è – ma di diritti di cittadini, che sono stati malmenati. Se i dati dell’amministrazione comunale di Monterotondo hanno ribaltato quelli della Regione, chi ha fornito tali dati all’ente? Va detto che la linea di condotta di Alessandri è sempre stata dura ma assolutamente corretta e coerente. Ho avuto l’impressione che le nostre ragioni siano state non solo ascoltate – spiega il sindaco –  ma anche comprese pienamente. La speranza è che siano anche condivise. Mi appello quindi, a buon diritto, al buonsenso di tutti, chiedendo di avere fiducia nella forza delle nostre ragioni, di non cedere alla tentazione di inscenare forme di protesta inutili e, a questo punto, particolarmente dannose. L’obiettivo di farci ascoltare l’abbiamo ottenuto, aspettiamo con attenzione ma pure con fiducia le prossime novità senza cedere all’isteria”.

Molti i lati positivi “indotti” dalla vicenda che si sono riversati sulla città eretina. Sono del parere – rivendica il sindaco – che dopo aver condotto una serrata mobilitazione che ha travalicato posizioni e orientamenti politici, consolidato una rete civica che ha dato prova di maturità e compattezza, cercato ed ottenuto la solidale partecipazione di realtà territoriale vicine, sarebbe davvero avvilente dover assistere a pietosi tentativi di rivendicazione esclusiva dei meriti dal sapore inequivocabilmente elettoralistico. Non lo farò io, che pure credo d’aver avuto un ruolo particolare nelle vicende di questi giorni, non vedo perché lo debbano fare eventualmente altri, magari rimasti prudentemente silenti in queste settimane”. Risulta abbastanza facile prevedere, se l’ospedale dovesse salvarsi, come sarà lunga la fila per salire sul carro dei vincitori e dei salvatori Un male tipicamente italiano.

L’obiettivo resta dunque la salvezza del nosocomio, quello per cui tante persone sono scese in piazza queste settimane. Se continuerà a prevalere il buon senso da ambo le parti, se resterà l’onestà intellettuale, se non avrà la meglio la tipica logica da “orticello” elettorale, forse qualche risultato potrebbe essere portato a casa. Sarebbe una clamorosa vittoria, in trasferta e contro tutti i pronostici. Vale per Monterotondo e per tutti gli altri comuni interessati, sia “fornitori” di ospedale che utenti.

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