Autodemolitori, arriva il no di Rubeis: “Non vogliamo la città della ruggine”. A breve l’incontro con Alemanno

Forse, dopo anni di soprusi, una amministrazione comunale di mostra i denti a una vicina di casa. Un vicino – nel raggio di 20 km – ingombrante, per quanto grande e potente. Parliamo del trasferimento degli autodemolitori romani praticamente ai margini – quasi dentro – il territorio di , a ridosso di Marco Simone, Setteville, Setteville Nord, Residence Biagiotti e Parco Azzurro. Una eventualità che è stata portata a conoscenza del consiglio comunale della Città dell’Aria con una del Partito Democratico, un fatto del quale avevano già parlato le associazioni ambientaliste – Legambiente in primis – e che ha portato l’amministrazione comunale, anche tramite discussioni in consiglio, a schierarsi compatta sotto un insegna che recita un bel No.

Una sillaba che il sindaco andrà a ribadire direttamente ad , in un incontro già in calendario per il mese di ottobre, richiesto proprio dal primo cittadino guidoniano. “Una città della ruggine che – spiega Rubeis – porterebbe con sé un degrado ambientale insostenibile”. Una presa di posizione che è stavolta di una buona parte della politica della città, come raramente accade: sia dell’opposizione – il Pd  in una mozione ha formulato la <più totale contrarietà> al trasferimento in zona degli auto demolitori romani – che della maggioranza, quella rappresentata dai consiglieri Michele Venturiello e Maurizio Neri, eletti nei quartieri che maggiormente risentirebbero del trasferimento. Proprio i due esponenti del , in una lettera al sindaco, la scorsa settimana, erano tornati ad esprimere preoccupazione per “l’inquietante quanto probabile escalation di criminalità, il proliferare di incendi di natura dolosa, o anche solo accidentale” quali conseguenze dell’esodo degli sfasciacarrozze.

Il consiglio comunale,  nella seduta del 13 settembre scorso, ha approvando all’unanimità una mozione per chiedere al sindaco un incontro immediato con Alemanno e perché “tutti i prossimi processi decisionali vengano monitorati al fine di evitare di penalizzare sensibilmente quelle località del comune sviluppatesi, contrariamente a molte altre, in completa sintonia e rispetto della sostenibilità ambientale e delle norme urbanistiche, dando origine a quartieri di notevole pregio e qualità”. Vedremo come finirà. In effetti, in un disastroso panorama ambientale, mancherebbero solo gli sfasciacarrozze a dare quel tocco di postnucleare che ancora manca. Bene, e aggiungiamo finalmente, la concordia bipartisan sul tema ambientale, spesso usato dalla politica a discrezione della situazione contigente. Il massimo sarebbe che questa unione venisse sempre messa in pratica su tutte le tematiche ambientali: se fosse accaduto sempre, tante cose forse sarebbero andate in maniera diversa. 

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