Guidonia. Riprende l’attività del consiglio comunale: una seduta calda dopo settimane bollenti

Dopo la lunga pausa estiva ritorna l’appuntamento del consiglio comunale di Guidonia. La settimana è proprio quella giusta: l’inizio del rimpasto di giunta, l’occupazione di via Guerrazzi, il senso unico che non piace a qualche cittadino e a qualche politico di maggioranza e minoranza, il caos dell’associazione Insieme. C’era molto di cui parlare, in effetti. E c’erano ben 29 punti all’ordine del giorno. Punti che, alla fine, sono stati soltanto due, prima della richiesta del numero legale, appuntamento immancabile, dal quale pochi scampano. E in effetti sono scappati proprio tutti: si è chiuso con 7 presenti. Dopotutto erano le otto e un quarto, i preliminari erano duranti un’ora e mezza, si era addirittura discusso il punto sulla differenziata e l’ormai classico ordine del giorno sulla delocalizzazione dei campi nomadi al di fuori del Raccordo. Mica si poteva pretendere di più.  Da notare una evidente spaccatura nel Pd: gli sguardi di fuoco tra De Vincenzi e De Angelis sono prova che qualcosa non va all'interno del gruppo consigliare. E del partito: la notizia è la sfiducia arrivata al segretario cittadino Cristina Rossi.

I Preliminari e lo scontro Rubeis/De Angelis. Entriamo più nel dettaglio, e raccontiamo i preliminari, che sono cominciati parlando di via Guerrazzi. Il PD, per bocca di Rita Salomone, ha chiesto spiegazioni sul caso, chiedendo lumi anche su quanto successo sabato, quando il consigliere Benetti e l’assessore – prima al Demanio, ora ai Servizi Sociali – Berlettano si sono recati nel condominio di Villanova, “su richiesta dei Carabinieri – ha spiegato Benetti – perché facessimo capire agli occupanti che gli appartamenti sono ancora di privati e non del comune. Parliamo di una occupazione abusiva di immobili privati. Con noi anche un assistente sociale del comune che ha dimostrato grande professionalità”. Ciccotti, sempre del PD, ha chiesto al sindaco di parlare più in consiglio e meno sui giornali. “Venga a discutere qui di pianificazione della città. Il territorio è di tutti: e l’assessore Casavecchia si faccia sentire di più, col sindaco e qui in consiglio”. Il PD in consiglio ha fatto da apripista alle numerose richieste di modificare il senso unico su via Roma, se non abolirlo del tutto. Appello fatto proprio anche da Lippiello e quindi dall’, la nuova coppia dell’opposizione guidoniana. Sembrano passati secoli da quando Pagano – che ieri non c’era –  e l’ex sindaco erano avversari nella campagna elettorale di qualche anno fa. Era presente , che ha evidenziato come l’acquisto del palazzo di via Guerrazzi sia “illegittimo, in quanto privo dei requisiti previsti dal bando per l’edilizia popolare. Non vorrei che l’occupazione fosse viatico per l’acquisto effettivo”, e qui si è fermato, lasciando spazio al capogruppo dei democratici , il quale, nel suo intervento ha parlato di “un modo di fare del sindaco assolutamente inaccettabile.  Tra l’altro, Guidonia non può permettersi di mancare alle manifestazioni dell’Anci, visto quanto accadrà nel 2012 con la nuova manovra. Ci piace vedere che il nostro sindaco sia diventato esperto di immondizia: lo chiamano in Cina, però poi qui le idee chiare non ce le ha. Sul senso unico, poco da dire: la città lo ha bocciato. E non vorrei si trattasse di un progetto che fa parte della politica urbanistica dell’architetto Rubeis”. Ed ecco arrivare il turno del primo cittadino. Inizio su via Guerrazzi – “se le case fossero state già del comun, li avrei cacciati dopo 3 giorni. Gli appartamenti di edilizia popolare sono da assegnare a chi ha i requisiti minimi: se le 14 famiglie di Villanova ce li hanno, bene, altrimenti fuori. Parliamo di appartamenti che abbiamo acquistato, o stiamo per farlo,  su delibera regionale, che prevede un presso base di acquisto” – passaggio sulla discarica, confermando la chiusura per quei comuni che nel 2012 non differenzieranno, schiarita sulla vicenda di Insieme – “responsabilità dei funzionari, ogni anno va fatta richiesta formale alla Provincia per il contributo” e difesa del senso unico. Qui scatta il momento clou del consiglio. “Il senso unico – afferma il sindaco – è stato scelto da questa amministrazione per migliorare. Molti cittadini ce lo hanno richiesto”. Mentre Rubeis parlava, Alessandro De Angelis, PD, esprime il suo dissenso. E così tra un “Non sai ascoltare”, richieste di rispetto e altre amenità – molto più da parte del De Angelis, piuttosto nervoso – il consiglio vien interrotto per alcuni minuti. Ritornata la calma, Rubeis conferma alcune modifiche al senso unico per arrivare a miglioramenti effettivi,  in primis alcuni rallentatori su via Roma.

La discussione dei (due) punti nell’ordine del giorno. Si parte con lo stato della raccolta differenziata. “Le percentuali del sindaco – spiega Guglielmo – non corrispondono a quelle che ci dice l’Ati”. 60 % contro 25 %: questa la differenza tra le due versioni secondo il capogruppo. Il servizio non funziona. Quante tonnellate paghiamo e quante ne pagavamo? Tra l’altro, in città non ci sono più cartone e lattine. Qualcuno deve pagarli molto bene”. Dopo Guglielmo è di nuovo il turno di De Vincenzi. “Il Comune sta subendo un danno, paga cifre maggiori rispetto al contratto previsto. Parliamo di molte migliaia di euro. Occorre recuperare i soldi dati in più e non pagarli più”. Il discorso del consigliere si fa più “caldo”. “Nel settore Ambiente ci sono cose poco chiare: Scattone c’entra poco ma deve stare attento. Si fanno appalti non corretti, ho le prove: darò le carte al sindaco, che dovrà prendere provvedimenti”. L’esempio di De Vincenzi è un appalto al quale “hanno partecipato tre ditte, di cui due appartenenti alla stessa persona”. Ora non resta che aspettare, per vedere se la denuncia del consigliere aprirà nuovi file che ben presto possano diventare appassionanti saghe. A Guidonia va molto di moda. Sulla differenziata Rubeis ha chiarito, specificando che “c’è la determina firmata sulla detrazione dei costi rispetto al contratto della società dell’Ati in questione”. Subito dopo, lieve e breve cenno suoi campi nomadi, numero legale e tutti a casa. Il resto può senz’altro aspettare.

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