Ventuno persone senza contratto. Disoccupati dopo anni di lavoro. La storia degli operatori dei Laboratori Di Educazione Ambientale della Provincia di Roma

Una delle tematiche più importanti di questi anni, fondamentale, potremmo definirla, è l’educazione ambientale. E molti enti locali si dotano spesso dei , che “si caratterizzano come centri di risorse e di iniziative che nascono in risposta alla necessità di dare organicità ed impulso alle attività realizzate sul territorio provinciale in campo ambientale”. Lo leggiamo sul sito della . Sullo stesso sito vediamo che sono sette i laboratori: a , , , Civitavecchia, , Ostia e Roma. Siamo arrivati al punto. Senza una valida motivazione, la Provincia non ha rinnovato i contratti ai 21 operatori impegnati nelle strutture. Disoccupati, dopo 3 anni di lavoro, dopo contratti da precari, dopo la promessa “da parte della provincia – ci ha spiegato uno di loro – di un rinnovo degli incarichi, dopo l’affidamento, nel 2007, del servizio alla ditta Capitale Lavoro Spa”. La ditta in questione è una società partecipata dalla Provincia di Roma, incaricata di fornire il supporto tecnico alla gestione delle attività e del personale. Un calvario, quello dei lavoratori al momento a spasso, che parte nel 2000, e si compone di “forme contrattuali come ritenuta d’acconto, co.co.co., co.co.pro. e partita Iva. Niente di stabile, senza dimenticare i pagamenti a 6 mesi”. C’è rabbia nelle parole della persona che abbiamo ascoltato. Una rabbia che fatichiamo a non giustificare, se pensiamo che i laboratori in questione sono cogestiti da Provincia e Regione, e che “il solo budget previsto da Palazzo Valentini può bastare per la nostra stabilizzazione, per i nostri stipendi”. Alcuni tentativi ci sono stati: ben due fax sono partiti dalla Provincia verso la Regione, ma risposte non ne sono arrivate. Avranno interrotto le linee? O questi fax non sono mai partiti? Un filo interrotto tra Provincia e Regione, che non vorremmo fosse causato dalla divergenza delle idee politiche. A pensar male si fa peccato, ma spesso si ha ragione. Staremo a vedere come finirà. “Amarezza, delusione, rabbia e forte preoccupazione per il nostro futuro, sono i sentimenti predominanti, dopo 10 anni di attività svolta con impegno, dedizione, abnegazione crescenti, mettendo in campo professionalità implementate anche con una continua formazione ed aggiornamento finanziati con soldi pubblici, erogati nel corso degli anni dalla Provincia di Roma e dalla Regione Lazio. Ora ci muoviamo da soli, abbandonati sia da Provincia che da Regione”. Forse è proprio questo il problema. Troppo impegno, troppa abnegazione. Il precariato e lo sviluppo sostenibile sono parole belle, che fanno effetto solo in determinate occasioni: poi possono anche essere modificate in corso d’opera. Tra l’altro, questa storia ha avuto anche un fugace passaggio in Regione a giugno, con 3 mozioni, e l’interessamento, in ordine cronologico, della Destra, di Zaratti e di Bonelli. Poi, zero. In questi giorni Storace e Buonasorte hanno scritto all’assessore all’Ambiente Mattei, per la convocazione urgente di un tavolo interistituzionale a fine di risolvere la situazione dei 21 disoccupati dei Laboratori territoriali di informazione ed Educazione Ambientale. Vediamo se qualcuno risponderà. Chiudiamo con un’altra citazione dal sito della Provincia, la quale “armonizza e indirizza l’azione dei LEA, ponendosi come interlocutore nei rapporti con la Regione Lazio e le altre strutture di riferimento”. Fa ridere leggerlo col senno di poi. Armonizzare. Indirizzare. Rapporti con la regione Lazio. Se i risultati sono questi…

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