Roma, bambino bocciato in seconda elementare
Roma, 27 set – Un bambino di 7 anni è stato bocciato lo scorso anno scolastico in seconda elementare, in una scuola di Fiumicino (Roma), per motivi di discontinuità scolastica «perchè l'alunno deve acquisire autonomia e maturare una migliore organizzazione del lavoro». Lo rende noto il Codacons che ha presentato un ricorso al Tar del Lazio contro la bocciatura dell'alunno. La decisione della III Sezione è attesa per il prossimo 29 settembre. È stato chiesto anche di verificare se le maestre autrici del giudizio abbiano le dovute capacità per insegnare e giudicare i propri alunni. «Le leggi in vigore e numerose sentenze in materia prevedono che si possa bocciare un bambino alla scuola primaria solo in casi eccezionali, ossia – spiega l'associazione dei consumatori – quando c'è l'unanimità degli insegnanti e comunque quando le assenze siano state talmente tante da non aver consentito alle maestre di esprimere una qualunque valutazione, vale a dire il noto »non classificato«. In questo caso però il bambino è stato valutato, registrando numerosi 7 nel primo quadrimestre, scesi a 5 e a 4 nel secondo, a causa di problemi di salute di cui la scuola era pienamente informata e che hanno determinato numerose assenze, e le stesse maestre ammettono come lo studente non abbia alcuna carenza intellettiva». «Nello scrutinio del consiglio di classe – spiega ancora il Codacons – si legge infatti che la mancata ammissione del bambino è dovuta »esclusivamente alla discontinuità scolastica e non ad alcuna carenza intellettiva dell'alunno«, e che »il bambino deve acquisire autonomia nel lavoro e deve maturare una migliore organizzazione del lavoro«. Per il Codacons «la motivazione che adducono le maestre è assurda e la bocciatura assume un intollerabile connotato punitivo; tra l'altro la scuola neppure ha comunicato alla famiglia l'intenzione di bocciarlo perchè nel secondo quadrimestre non è riuscita a contattare i genitori. Circostanza che viola anche la regola per cui la bocciatura in seconda elementare deve essere 'partecipata' dalla famiglia».(leggo.it)
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