“Che fine hanno fatto” i valori? Non li cercate a Guidonia. Tra musica, carabinieri e (l’indiscrezione) telefonate politiche (di un consigliere comunale) finisce la manifestazione di Alternata
Solidarietà. Diritti. Memoria. Cultura. Sono questi i valori che la cooperativa Alternata tentava di rintracciare nei quattro giorni di eventi della manifestazione “Che fine hanno fatto?”, conclusa sabato sera. Una manifestazione riuscita, ma che ha lasciato decisamente un bel po’ di amaro in bocca ai ragazzi che hanno organizzato, che hanno già ingoiato bocconi amari con la chiusura del SiloSò – unico centro di aggregazione giovanile della città – per un anno e più. Motivi gravissimi: c’era un bagno – per i disabili – in un garage. E quindi giustamente, nella città che fa dell’abusivismo edilizio il suo credo, è stata predisposta la chiusura. Entriamo nel merito. Tutti – giovani o meno giovani – si lamentano che a Guidonia non si fa mai niente. E che succede quando qualcuno offre iniziative – di cultura, solidali, di buon livello, che danno spazio alla prevenzione, all’ambiente, che offrono un servizio macchina gratuito per chi non può camminare – gratuitamente? Succede che per tutte le sere i ragazzi, prima al SiloSò, poi all’agriturismo Carcibove, hanno ricevuto la visita dei carabinieri, i quali avevano ricevuto le telefonate sdegnate dei cittadini che si lamentavano della musica troppo alta. Quelle telefonate che questa estate, all’una di notte, nessuno ha fatto per protestare contro un cantante rap che gridava oscenità nel parco Caduti di Nassiriya. Quindi: venerdì, giorno delle Radici Nel Cemento, effettivamente forse l’ora si era fatta tarda, ma i decibel erano in regola, l’acustica del territorio di Carcibove ha fatto il resto. E i ragazzi lo hanno riconosciuto, presentadosi in caserma il giorno dopo con tutte le autorizzazioni in loro possesso, tra cui il patrocinio del comune. E arriviamo a sabato. Serata che prevedeva gruppi locali, e i Rattattuju. Che succede? Succede che alle ore 22 e 30, ritornano i carabinieri, palesemente imbarazzati, che fanno presenti ai ragazzi di Alternata le lamentele del vicinato. Dopo circa un ora di dialogo, si arriva alla decisione di abbassare il volume del concerto: immaginate la scena di una delle responsabili che – voce normale – di fianco al fonico, comunica ogni 10 minuti di abbassare il volume. E il fonico sente senza difficoltà quello che lei le comunica: vuol dire che la musica era molto bassa, quasi da concerto “da camera”. Il concerto riprende, dopo che molta gente è andata via, con conseguente danno per la cooperativa, che ha investito mezzi, persone e soldi per la manifestazione. C’è però un qualcosa di particolarmente sgradevole, che puzza di odori che pensavamo di non dover più annusare. Il primo che ci viene al naso è quello del ricino. La voce che è girata nella manifestazione – qualcuno, fonti certe, si deve essere fatto sfuggire qualcosa – è che la prima telefonata ai carabinieri – che, a scanso di equivoci, fanno il loro mestiere, sia chiaro – sia stata quella di un consigliere comunale. Ed è particolarmente strano, visto che il sindaco Rubeis ha partecipato all’apertura di “Che fine hanno fatto?”. Ora, non vorremmo neanche pensare che l’accanimento verso la coop sia dovuto alla linea politica ipotizzata dei suoi membri. Sarebbe grave, visto che parliamo di ragazzi qualificati, preparati, che hanno l’unica colpa di voler bene alla città in cui vivono. Ed è una colpa, perché in un posto dove non c’è cultura, non c’è solidarietà, non c’è memoria, in cui tutte le occasioni di cultura non vengono recepite, in cui la memoria viene calpestata, continuare non ha senso. Un posto in cui l’unica preoccupazione di molti – non tutti, ed è su questi che si dovrà lavorare – giovani è bere – possibilmente scroccare – e farsi quelle due canne che possano far passare la serata. Un posto in cui alle dieci di sera di sabato la gente chiama i carabinieri per protestare contro il rumore. Questo è, questo siamo, e non ci stupiremmo certo se Alternata decidesse di mettere un punto alle iniziative su Guidonia. Le lacrime di alcuni degli organizzatori, la rabbia di altri, esprimono tutto l’attaccamento a quei valori che questa città sembra non conoscere più. Abbiamo finalmente trovato la risposta alla domanda sul che fine hanno fatto certi valori: cercate altrove, a Guidonia non li vogliono, non li cercano, se ne fregano.
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Le Rdb Usb del comune di Guidonia Montecelio e le Usb Territoriali del Nord Est di Roma, sindacato di base e aderente all'evento "Che fine hanno fatto" diritti, memoria e gli altri valori che i ragazzi di Alternata hanno fatto emergere in un evento con incontri, tavole rotonde e momenti di relax e di divertimento non banale come i concerti musicali ESPRIMONO
la propria solidarietà a chi con fatica , energia e volontà cerca di portare ai giovani e alle fascie sociali disagiate del nostro territorio e del comune di Guidonia Montecelio momenti di aggregazione e di vita sociale.Rdb – Usb Comune di Guidonia MontecelioUSB del Nord Est di Romahttp://www.usb.it