Roma, anziana muore al pronto soccorso dopo 21 ore di attesa su una sedia a rotelle

A 82 anni, classificata come codice verde, ''è rimasta per ventuno ore su una sedia rotelle al pronto soccorso del San Camillo'' ed è morta dopo 48 ore per un'emorragia cerebrale, il 16 luglio alle 17,45. A denunciarlo è la figlia, Antonella Marcellini, 47 anni, che al 'Messaggero' spiega: ''Non vogliamo soldi, non vogliamo nulla, vogliamo solo fare sapere come si muore negli ospedali romani. E' l'unico modo per ricordare nostra madre''. E aggiunge: ''Ha vissuto le sue ultime ore in modo indegno, insieme a decine di altre persone sofferenti ammassate in pronto soccorso, senza che i medici per molte ore la visitassero. Non è giusto morire così''. ''Comprendo il dolore delle figlie'', replica al quotidiano romano il direttore generale dell'ospedale Aldo Morrone. ''Purtroppo – aggiunge – la signora aveva una condizione molto difficile, non solo per l'età: l'obesità, il diabete, la neuropatia. Appena arrivata aveva la tipica condizione del problema cardiaco, le è stato fatto l'elettrocardiogramma, anche alla luce dell'ischemia cardiaca che aveva avuto in passato. Quando è stata sottoposta alla Tac è emersa una emorragia cerebrale. E' stata visitata dal neurochirurgo e purtroppo non era possibile operare''. Perché fare trascorrere una notte su una sedia a rotelle a una donna di 82 anni? ''Aveva problemi a respirare, la lettiga non sarebbe stata la scelta migliore'', spiega il direttore generale.

''Va aperta subito un'inchiesta sulla situazione drammatica in cui versano i pronto soccorso dei grandi ospedali romani e del Lazio'' affermano i consiglieri regionali del Pd nel Lazio Enzo Foschi e Tonino D'Annibale che chiedono anche l'intervento del prefetto . ''La Polverini presidente della Regione Lazio e Commissario ad acta – aggiungono – fa finta di non conoscere il problema, la Commissione sanità regionale è una sorta di lezioso soprammobile. Il direttore generale è lasciato solo ad affrontare una situazione insostenibile e non riceve risposta alle richieste di avere risorse adeguate per non far precipitare la situazione''.

''L'anziana signora deceduta è solo una di quei 48 decessi tra i ricoverati con codice verde che si potrebbero registrare nel corso del 2011 al pronto soccorso del S. Camillo, uno dei dipartimenti d'emergenza piu importanti per la capitale e per il Lazio – sostengono Foschi e D'Annibale – Oggi quella struttura d'avanguardia è ridotta ad un reparto di degenza e con il personale tanto ai minimi termini da non essere oggettivamente in grado di valutare con la dovuta attenzione tutti i casi. Che questo potesse accadere esattamente nelle modalità in cui è accaduto, è scritto in modo chiarissimo in un rapporto presentato dai medici dell'ospedale aderenti al sindacato Anaoo-Assomed lo scorso 14 luglio''.

Ma il consigliere regionale della Lista Polverini, Angelo Miele replica che ''D'Annibale e Foschi continuano a parlare in libertà di cose che non conoscono o che fanno finta di non conoscere. La loro lettura dei dati è sempre miope e ricca di fantasiose interpretazioni''.

''La questione dell'emergenza negli ospedali – sottolinea Miele – una delle tante ereditate da questa Giunta, è ben nota al commissario che infatti sta intervenendo attraverso le deroghe necessarie per mettere i pronto soccorso nelle condizioni di operare al meglio. Deroghe, lo ricordo ai distratti consiglieri, che oggi si possono dare solo grazie allo sblocco del 10 per cento del turn over ottenuto grazie all'opera di risanamento dei conti fatta proprio dalla presidente Polverini''.


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