Tempesta tropicale a Guidonia? Cadono alberi e crollano canestri, in nome del “Faccio tutto mi”. Estate all’insegna dell’accetta”pazza” nella Città dell’Aria
Dalle foto può sembrare una tempesta tropicale. Una di quelle che spazza via tutto, e che spesso è imprevedibile. Un uragano non si sa quando arriva, non si sa quando finisce. Non è il caso, anche se dalle immagini può sembrare il contrario. Si tratta di un albero tagliato – in ottima fede, per carità – nei pressi del circolo bocciofilo, tra il bar e quel campetto di pallacanestro che dopo anni di degrado sembrava essere rinato a nuova vita grazie alla passione e alla voglia di alcuni ragazzi della neonata associazione Alcyone. Una passione crollata insieme al canestro, travolto dal tronco, e finita insieme a quei pezzi di muro crollati all’interno del container, e calpestata da quell’eternit che, in polvere dopo l’impatto, non perdona. Ora, quello che fa pensare è questo. Chi ha tagliato il tronco, non era del mestiere: il risultato parla chiaro. E allora, è legittimo chiedersi perché non si è aspettato nel tagliare un albero di dimensioni considerevoli, se, allo stato dei fatti, non si era in grado. Si badi bene, non mettiamo in dubbio la buona fede. Però si tratta di concezioni di base di buon senso. Se non so fare una cosa, non la faccio. O perlomeno aspetto 1 settimana, 1 mese, e trovo il modo di farlo in tutta sicurezza. Per tutti quelli che usufruiscono di quella struttura. Abbiamo scelto questa storia come Primo Piano perché simboleggia tutto quello che è Guidonia: la morte del buon senso, della coscienza civica e dei valori. Poi magari si sentirà ancora in giro che i giovani non vogliono bene alla città. Come biasimarli, se sono i “grandi” a calpestare quello in cui i ragazzi credono?
Quello appena trascorso a Guidonia è stato il mese degli alberi tagliati. Giusto, visto che ce ne sono molti di alberi. Ha cominciato il povero tronco di piazza Matteotti, davanti al comune. Tagliato e portato via, davanti allo stupore generalizzato dei residenti. Il bello è che nel disegno del progetto, che troneggia sulla Torre Civica, un albero è previsto. Quindi, l’ipotesi è che ne verrà ripiantato un altro. Poi sarebbe bello che qualcuno spiegasse perché quello precedente è stato abbattuto, visto che in giro per la città ce ne erano di peggiori. Speriamo che non ne venga messo uno sintetico. Ma forse piante finte, aria malsana, giovani “ingrati” – come dare loro torto – sono le cose che questa città merita. Manca Ken Shiro, e il paesaggio postnucleare è bello e pronto.
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