Cossiga se n’è andato, ma i misteri rimangono
Ragionare nel pieno delle commemorazioni non è facile, anzi l’esperienza insegna che è completamente sbagliato. Quindi, passati i funerali con le solite annesse frasi di circostanza, è giunto il momento di riflettere sulla figura di Cossiga, il presidente emerito della Repubblica e senatore a vita deceduto il 17 Agosto alla veneranda età di 82 anni.
Dir che è stato una figura controversa della storia del nostro Paese è poco: Cossiga ha attraversato i periodi cruciali dello Stato italiano, ricoprendo sempre un ruolo istituzionale di fondamentale importanza. Era ministro dell’interno ai tempi dei movimenti studenteschi, che decise di reprimere sparando sulla piazza e infiltrando poliziotti nel movimento, e del rapimento Moro (e qui comincia la lista dei misteri di cui è piena la sua vita), è stato presidente del consiglio dal’79 all’80, e in quell’anno ebbe l’occasione di ritrovarsi nello scandalo Cattin (mistero N 2); nel 1985 fu nominato presidente della Repubblica, e per i primi cinque anni si limitò a compiere il suo dovere, garantendo il pieno rispetto della Carta Costituzionale. Gli ultimi due anni di presidenza furono all’insegna delle cosiddette “picconate”, cioè delle esternazioni forti che Cossiga abitualmente rilasciava per accendere il dibattito politico, soprattutto dopo la caduta del muro di Berlino.
In mezzo a tutto questo percorso, è meglio non dimenticare il caso “Gladio”, la famosa associazione segreta (neanche troppo), fortemente anticomunista, di cui Cossiga non solo fece parte, ma fu uno dei massimi esponenti.
Una vita nel segno dei misteri, insomma, quella del K, come amava farsi chiamare negli ultimi tempi, come per aumentare quell’alone di mistero attorno alla sua figura che tanto gli piaceva, e che è così poco compatibile con il ruolo di statista, o comunque di uomo delle istituzioni. Si può dedicare la vita alla legalità, alla politica, ma non al mantenimento di segreti di stato, in un Paese che di fatti del genere ne ha abbastanza. E purtroppo, il nome di K è collegabile con la maggior parte di questi: scrivi K, ma in questa lettera leggi Ustica, Moro, Giorgiana Masi. Leggi famiglie che mai avranno giustizia, diritti che mai saranno rispettati.
Una cosa non riesci a leggere in quella lettera: la limpidezza della verità.
Link Sponsorizzati
Scrivi un Commento
Devi essere Registrato per scrivere un Commento.

Nessun Commento 

Pubblicato in 
