Palombara, polemiche sul trasferimento dei due cardiologi da Monterotondo. Curci: “No alle guerre tra poveri”

Due cardiologi a Palombara, in quello che fu l’ospedale e che potrebbe (ri)diventare Casa della Salute. Una buona notizia? Di certo è un passo avanti per la battaglia portata avanti dal Comitato per la salvaguardia dell’. Aggiungiamo un dato ulteriore. I due medici – che permetteranno il ripristino delle attività ambulatoriali nel nosocomio palomba rese – sono stati presi da un altro ospedale della zona. Monterotondo. Ed ecco pronto il caso politico. Perché nella città del sindaco Alessandri sono tutti sul piede di guerra. Per motivi molto semplici. I due cardiologi trasferiti hanno decretato di fatto la chiusura del reparto relativo all’interno del Gonfalone. Politici, Sindacati, Cittadini sono sul piede di guerra. Una strategia per aprire una guerra tra poveri? Togliere ad uno, far contento l’altro. E di fatto offuscare il problema vero: quello della scarsità del servizio sanitario da queste parti. Quindi Palombara contro Monterotondo. Una situazione che non fa piacere a nessuno, tantomeno a quei cittadini dei comitati – in una e nell’altra città – che ci hanno messo la faccia e la voglia in questi mesi. “Rivolgo l'ennesimo appello agli amici di Monterotondo – afferma , presidente del comitato palomba rese – per chiudere questa guerra tra poveri ed unire le forze, per evitare che la battaglia sulla sanità ci veda tutti perdenti”. Forse sarebbe finalmente il caso di un intervento delle forze istituzionali, mai come in questo caso, per evitare polemiche e fraintendimenti che non fanno bene a nessuno. Ai cittadini tantomeno: quelli che sono scesi in piazza più volte. E’ ovvio che non sono due cardiologi a cambiare lo stato delle cose: a Palombara si può ripartire con la Casa della Salute e a Monterotondo si ha bisogno della cardiologia. Punto. Il resto è mero politichese, disciplina in cui, in questi mesi, molti si sono dimostrati dei veri campioni. Ma è uno sport che proprio non piace: anche perché, in questo genere di cose – il tanto dichiarato “bene della città” – non ci dovrebbero essere colori politici, antipatie, campanilismi. Va bene tutto, ma la salute pubblica lasciamola stare.

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