Tana per lui! Riflessioni su sesso e politica dopo il caso Zaccai
Una moda bipartisan quella dei festini. Consiglieri provinciali, regionali, parlamentari, non fa differenza. Meglio se conditi da droga e trans. Tanto per non farsi mancare nulla. La notizia è di oggi. Pier Paolo Zaccai, consigliere provinciale del PdL, è stato ricoverato all’ospedale Grassi di Ostia, in stato confusionale e con una contusione al ginocchio, lasciando poi il nosocomio rifiutando i test tossicologici. Il politico aveva improvvisato un comizio in tarda notte sul balcone di un palazzo in zona Appio/Tuscolano, affacciandosi in stato confusionale. La versione data dal Zaccai recita di un agguato, dove alcuni viados hanno preso il pc del consigliere e altri oggetti e sono scappati via. Il resto recita delle solite accuse ai giornalisti – sciacalli e simili – delle lacrime della moglie, e degli interrogatori delle forze dell’ordine, per venire a capo della vicenda. Quello che resta sono le similitudini con altri casi di cronaca del passato - inutile rimembrare la nebulosa vicenda Marrazzo – e una critica divisa. Spieghiamo. Fermo restando il massimo rispetto per i gusti sessuali di tutti – ma questo è davvero il minimo – il ciclico ripetersi di incontri sesso/politica inizia a farsi preoccupante. Non per il sesso in sé, ma per una preoccupante escalation – all’inverso – di moralità, che cozza con il ruolo che deve avere un politico di professione. Farsi beccare, e poi addurre giustificazioni più o meno fantasiose – che verranno poi accertate, ci mancherebbe altro – non dà proprio una buona immagine alla politica. E magari sono poi gli stessi che in campagna elettorale parlano di famiglia, figli, e si fanno fotografare vicino all'alto prelato di turno. Senza pensare alla perenne mancanza di senso di responsabilità. Il paragone d’obbligo è con gli Stati Uniti, e con il procedimento contro Clinton nel SexGate. Ci piacerebbe almeno, che so, un “Ho sbagliato, scusate”, oppure “Si, stavo facendo quello”. Più nobile, quasi cavalleresco. Non vediamo tuttavia paladini senza macchia e senza paura.
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