Roma Pride, petardi e orgoglio. Un coro:”Serve una legge contro l’omofobia”
La mamma degli imbecilli è sempre incinta. Detto antico, che tuttavia è immortale. Per tante cose che giornalmente succedono, è in assoluto la frase migliore da dire. Il fatto. Il Gay Pride a Roma, che si è svolto ieri, è stato funestato dall’incidente della notte prima, quando due petardi sono stati lanciati all’interno del Gay Village, ferendo due persone. Un tentativo che non ha fermato la manifestazione, che ha visto moltissimi partecipanti riunirsi a Roma sotto lo slogan “Un Bacio come Rivoluzione”: la manifestazione è stata infatti aperta da un grande bacio collettivo di coppie omosex. Un atto, quello dei petardi, che segue i numerosi tentativi di intimidazione a locali gay della Capitale, e che pone in serio dubbio la tolleranza della città. Non solo. Nella stessa notte dei petardi tutti i manifesti del Gay Pride apparsi a Roma sono stati coperti. La scritta “Roma è gay” è stata trasformata in “Roma per la famiglia”. La manifestazione si è svolta lo stesso, e ha avuto la partecipazione non solo di omosessuali, ma anche di giovani, famiglie, esponenti del mondo politico. Solidarietà agli organizzatori è arrivata da Renata Polverini , Gianni Alemanno e Mara Carfagna. "Serve un morto prima di fare una legge contro l'omofobia? – chiede Vladimir Luxuria -. Non è una legge per favorire i gay, le lesbiche o i trans ma è una legge di civiltà". Civiltà che sembra spesso latitare, che sembra sempre più parola vuota. La notizia di oggi, su Repubblica.it, è la nuova abitudine. “No Gay, no animali”. Nessuno affitta casa ai gay, che sono praticamente impossibilitati a trovare una casa in affitto. Nuova moda che si allarga in tutta Italia. Chiamiamola civiltà.
Link Sponsorizzati
Scrivi un Commento
Devi essere Registrato per scrivere un Commento.

Nessun Commento 

Pubblicato in 
