Guidonia: poligono di tiro, ufficiale la bonifica
Grande quantità di piombo nel suolo della ex cava. Situazione già denunciata da Legambiente
Trecentomila chili di piombo assorbiti dal terreno, 200 milioni di pallini dispersi nell’area della ex cava di Colle Largo, per 30 anni sede dell’attività del poligono di tiro. Sono i numeri abnormi sui quali il sindaco di Guidonia Montecelio, Eligio Rubeis, nel dicembre scorso, ne dispose la chiusura con conseguente bonifica. Un provvedimento che adesso diventa definitivo. Vicina, quindi, la parola "fine" per la grave situazione ambientale che grava sulla zona, da anni sottoposta a una pioggia di proiettili e piattelli, che hanno provocato, secondo una recente indagine di Legambiente, una dispersione “del pericoloso metallo nell’ambiente circostante, occupato da pascoli, e nella falda acquifera che passa proprio sotto il poligono ed è utilizzata da molti pozzi della zona per irrigazioni orticole.
Da considerare, inoltre, i problemi legati all’inquinamento acustico, e alla sicurezza legata alla ricaduta di pallini in aree pubbliche anche in virtù del progressivo sviluppo edilizio dell’area, che pone oggi il poligono a ridosso di zone residenziali”. Un problema che è ricaduto anche sui residenti. Negli scorsi mesi infatti, i residenti delle zone di Casacalda, Carcibove, Colle Largo e Montecelio, si unirono contro i disagi provocati dall'incessante attività d’esplosioni provenienti dal poligono del tiro a volo, e predisposero una petizione, per una situazione sempre più - dopo anni di tormento e numerose lamentele avanzate e cadute nel vuoto - insostenibile, e che vedeva migliaia di persone sotto scacco di spari che viaggiavano ad un ritmo martellante durante tutta la giornata e in particolar modo nel fine settimana. Il poligono sarà, dunque, bonificato e spostato. Forse è il primo passo per il recupero di una area verde che – opportunamente sistemata – potrà ritornare disponibile per i cittadini.
Una bonifica resa necessaria dall'importante presenza di proiettili, e resti di piattelli, plastiche varie, che sono disseminati su tutto il territorio della cava, una splendida conca naturale che va riportata in condizioni degne. Anche perché, come se non bastasse, è sotto gli occhi di tutti lo scempio architettonico e ambientale dell’ormai famigerato fungo, cioè il serbatoio dell’acqua, opera da milioni di euro abbandonata. I lavori si sono bloccati, e il cantiere è tuttora aperto per chiunque: dagli innamorati in cerca di intimità – preservativi nella torre più alta – agli sbandati senza fissa dimora (camicie e bottiglie di birra nella costruzione più bassa). Questo è quello che si trova a Colle Largo. Miriadi di proiettili, e mostri architettonici. Non vi venga in mente di portarci i bambini a giocare.
Yari Riccardi
Silvia Valente
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