Giulia Rodano e Vincenzo Maruccio (IDV):"La Polverini deve ai manifestanti risposte rapide e risolutive."
La Polverini deve ai manifestanti risposte rapide e risolutive
“Dietro la pressione dei manifestanti, Renata Polverini e la sua Giunta sono costretti a smentire ogni ipotesi di privatizzazione dell’ospedale di Palombara Sabina e si impegnano a rivedere le previsioni del piano. E’ un primo risultato, ma i cittadini hanno denunciato una situazione di grande difficoltà cui la Governatrice deve ora risposte rapide e risolutive”. Lo dichiarano in una nota il segretario regionale di Italia dei valori Vincenzo Maruccio e il consigliere Giulia Rodano, vicepresidente della Commissione Sanità. “Nella Asl RMG”, dichiarano i consiglieri regionali IDV “c’è un bacino d’utenza di quasi mezzo milione di persone, servito attualmente da un unico nosocomio, quello di Tivoli: come denunciato dai manifestanti, è ovvio che anche le stesse urgenze come un infarto o un incidente stradale vengano affrontate con margini di rischio intollerabilmente superiori rispetto al resto del Lazio. Una situazione grave dunque, in cui la Polverini non può cavarsela definendo ‘inopportuna’ la protesta: il suo piano ospedaliero non funziona, è una gabbia sbagliata, soffocante e inapplicabile. I manifestanti hanno chiesto semplicemente di prenderne atto e trarre la conseguenze: il piano ospedaliero dev’essere modificato il prima possibile, con un atto che intervenga su tutte le criticità emerse con l’approvazione del decreto 80”.
“L’Italia dei Valori porterà in consiglio queste istanze”, proseguono Maruccio e Rodano “con una mozione che impegna la Giunta a modificare le decisioni assunte sull’ospedale di Palombara. E la musica non cambiava in sede di Giunta,
dove una folta rappresentanza del Santa Lucia ha sollecitato il rispetto dei cinque impegni presi dalla Regione il mese scorso, e finora disattesi: cinque punti di un accordo che non regala nulla al Santa Lucia, ma dovrebbero consentirgli di continuare ad essere un’eccellenza della riabilitazione nel Lazio e in tutto il Paese. Il tempo stringe, anche perché la giustizia amministrativa sta smontando tutta la riorganizzazione ospedaliera pezzo per pezzo: dopo la sentenza TAR su Bracciano, ieri sera è stato il consiglio di Stato a ribadire che la chiusura del primo soccorso di Ceprano è illegittima.
Peraltro queste pronunce mettono in discussione il criterio delle quattro macroaree, ovvero l’impianto del piano, la cui inadeguatezza diventa davvero lampante quando si guarda alla riorganizzazione dell’emergenza di primo soccorso”.
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