Sotto la pioggia continuano le proteste per il muro della vergogna di Ponte Lucano. “La grande delusione sono le tante promesse fatte e mai mantenute”
Ponte Lucano, mausoleo dei Plauzi, non si fermano. Dopo la consegna della lettera al Sindaco di Tivoli Gallotti, Sel, Legambiente di Tivoli e Tivoli Verdi hanno deciso di manifestare, una manifestazione con pochi intimi sotto il Mausoleo dei Plauzi. Il tempo non ha aiutato, ma i manifestanti non si sono fatti spaventare dalla pioggia, quella pioggia che invece spaventa giorno dopo giorno cittadini e commercianti di Ponte Lucano, quella pioggia che sembra così dannosa da far chiudere la strada e gli esercizi commerciali. Ormai è cosa vista, l'Aniene, a causa di forti precipitazioni, esonda causando l'allagamento della strada e un disagio per la cittadinanza intera. Il problema doveva essere risolto preventivamente, delle pompe idrovore posizionate sul muro avrebbero dovuto riportare la situazione ad un equilibrio stabile ma oltre a rendere il muro ancora più terribile alla vista nulla è cambiato. “Sono 57 anni che ho questo negozio non è certo un giorno, le cose sono andate di male in peggio – ci racconta un commerciante della zona e continua – il mio negozio si trova proprio davanti al Mausoleo, quando piove mi si allaga il locale e sono costretto a chiudere”. I commercianti di Ponte Lucano non si lamentano solo delle continue esondazioni, ma anche del degrado che attanaglia questo luogo, prima il ponte era un comodo passaggio pedonale, si è stati costretti a chiuderlo a causa di persone che durante la notte utilizzavano questo luogo per scopi non consoni. La manifestazione nasce dall'esigenza di farsi ascoltare, nessuno pare prestare attenzione al problema, eppure il muro di cemento da tutti ormai chiamato il "muro della vergogna" è difficile che passi inosservato. Il 6 agosto 2005 fu firmato un protocollo d'intesa tra Comune di Tivoli, Ministero per i beni e le attività culturali, Regione Lazio e altri enti che si proponeva come obiettivo, tra i tanti, la bonifica del sito archeologico e la sua completa fruizione attraverso il restauro del casale. A sei anni di distanza tutto tace. Non si sa bene chi sia il responsabile, un continuo scarica barile che non raggiunge risultati. I manifestanti con la loro pettorina arancione ci indicano l'acqua che ha un colore alquanto particolare, tutto merito dello scarico proveniente dalle cave. Elencare tutti i problemi di questa zona è abbastanza difficile ma quello che fa davvero rabbia è la non curanza delle istituzioni, il loro disinteresse per qualcosa che fa parte della loro città, tante promesse non mantenute, questa è la delusione più amara. Alle diciannove sotto una pioggia fitta e incessante termina in silenzio la protesta, qualche giacchetto zuppo e niente di più, forse è meglio sbrigarsi a tornare a casa prima che Ponte Lucano diventi, di nuovo, come sempre e chissà per quanto ancora, una piscina.
Scrivi un Commento
Devi essere Registrato per scrivere un Commento.

Nessun Commento 

Pubblicato in 