Palombara, il comitato porta la protesta davanti alla Camera dei Deputati

Non sono bastate le proteste “locali”, le manifestazioni, gli incontri con il direttore Brizioli, gli interventi fatti e non concessi durante i convegni di partito, per salvare l’ospedale. Gli stessi partiti che promettono molto, e che poi nulla fanno. Parliamo di Sabina, dell’ospedale – o di quello che ne resta – e del comitato che si è battuto per salvarlo. Una organizzazione che non riesce a darsi per vinta: una vera e propria battaglia contro i mulini al vento per salvare l’ospedale, battaglia che i membri del comitato hanno spostato a Roma. Questa mattina saranno davanti il palazzo della . Un modo per far capire a chi non vuol sentire la scelleratezza della scelta compiuta dalla Regione: un piano di riordino sanitario che nel quadrante di territorio ha fatto più danni che altro. Restiamo convinti, e lo ribadiamo, che colpire vuol dire colpire gli utenti, vuol dire colpire tante persone che erano in cura lì e che ora non possono più farlo, vuol dire condannare numerose persone ad andare a Roma per curarsi, vuol dire congestionare ancor di più Tivoli e il suo pronto soccorso. Valutazioni talmente semplici, che avrebbe potuto farle chiunque. Evidentemente non chi deve mettere in ordine la Sanità. Avranno altro a cui pensare. Un altro che non è davvero il bene dei cittadini.

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