Ospedale di Palombara, cittadini a Montecitorio per gridare la loro rabbia

Lo scenario nelle proteste è fondamentale. Ed è per questo che la causa dell’, mozzato, di fatto assassinato, dal piano di riordino della sanità, è andata ieri in scena davanti a , organizzata dal Comitato per la Salvaguardia dell’ospedale. Due autobus sono partiti nella mattina di mercoledì dalla città, pieni di gente arrabbiata e pronta a far sentire la propria voce: poche le possibilità di cambiare le carte in tavola – l’ospedale, o quello che ne resta, è già in “declino” – ma molta la volontà almeno di farsi sentire. E su questo i cittadini di – c’era anche qualcuno di Guidonia – non si sono, come si dice, fatti mancare nulla. Fischi, slogan, canti. Tutti ottimi metodi per far sentire a chi proprio non vuole farlo, la stanchezza di subire decisioni prese dall’alto. Senza riguardo. Per la città, per chi vi abita, e, forse la cosa principale, per i malati. Tutte le persone in cura a , che fine faranno? Dove dovranno andare a fare i loro day hospital, le loro analisi, le loro visite? Non importa. Si chiude. Con buona pace degli investimenti milionari del passato – non troppo lontano – fatti sulla struttura, per la struttura. Ora sembrano essere troppo lontani per sembrare veri. Tanta rabbia dicevamo, Contro tutto, e contro tutti. Cori contro la Polverini, cori contro il governo, cori contro il sindaco di Palombara – assente anche stavolta – e attenzione solo agli interventi che si sono tenuti in mezzo alla protesta, quelli di Leonetti, dell’onorevole Pedica e di Teodoro Teodori. Non servirà. Lo sappiamo noi, lo sanno quelli del comitato e lo sanno i cittadini. Ma in questi casi è fondamentale far sentire il dissenso. E ieri, chi doveva sentire, ha sentito. Speriamo se ne ricordi, quando magari andrà a “batter cassa” – come voti – a Palombara. Perché in città, chi ha combattuto per una causa di tutti, non dimentica. Non dimentica chi ha fatto promesse vane, chi ha millantato vicinanza, chi ha invitato e poi imbavagliato. E non è un discorso di politica, non il nostro almeno. E’ solo ed esclusivamente quel bene comune, concetto evidentemente non troppo chiaro. Intanto, la VII commissione affari sociali della Camera sta prendendo in esame il provvedimento relativo all’ospedale. Non resta che attendere, ancora. Tanto, per la gente che ha bisogno di cure, le alternative non mancano. A pagamento, certamente.

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