Allarme Municipio:Campi nomadi abusivi e prostituzione
A gennaio il Campidoglio ha rinnovato l'ordinanza anti prostituzione, mantenendola in vigore per un altro anno; eppure, nelle strade, giovani ragazze, di diverse etnie, in attesa di vendere il loro corpo. Il problema è particolarmente vero nell'VIII municipio dove, mattina e sera, in alcune zone è possibile notare un via vai continuo di donne in cerca di clienti di passaggio.
Un problema diventato ormai una priorità da risolvere, come ci ha spiegato il presidente della commissione sicurezza dell'ente decentrato, Fernando Vendetti, che ha scritto alle forze dell'ordine sollecitando un intervento.
"Ho scritto al comandante dei carabinieri di Tivoli, Luca Palmieri, e al comandante dei vigili urbani, Di Maggio, per attirare l'attenzione sul pianto antiprostituzione. Da qualche tempo, infatti, si stanno riaffacciando sulle nostre strade giovani di varie etnie che vendono i loro corpi, con alle spalle sfruttatori di ogni tipo. Stiamo controllando la situazione sulle arterie del municipio e, finora, ne abbiamo contate fisse almeno 19. I loro movimenti sono stati monitorati con l'ausilio di avvistamenti di cittadini e dei rappresentanti municipali. Si mettono su strada sia mattina che sera".
Il consigliere Vendetti spiega ancora a Romatoday che, a seconda delle etnie, le prostitute si dividono le zone e le fasce orarie per lavorare, segno che, alle loro spalle, c'è un'organizzazione – o più di una – che decide come collocarle, dove e per quanto tempo.
"La mattina su via Polense si vedono perlopiù ragazze di etnia rom – ha spiegato Vendetti – che provengono probabilmente dai vicini campi nomadi, queste arrivano fino a Lunghezzina. Sempre nella stessa zona, al mattino, ci sono anche nigeriane. A Rocca Cencia, invece, sono quasi tutte romene. Stessa cosa su via Prenestina, dove si prostituiscono romene e giovani rom. La sera- conclude – sono invece quasi tutte nigeriane"
L'Ordinanza antiprostituzione, emanata dal comune il 15 settembre 2008 e rinnovata al suo scadere per tutto il 2010, prevede "una sanzione di 200 euro per i clienti e per chi adesca al fine di prostituirsi. Inoltre, a tutti coloro che scelgono di abbandonare il racket della prostituzione viene garantita l'assistenza da parte dei servizi sociali comunali".
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