Ricerca: stress da metropoli solitudine e insicurezza. Attacchi di panico colpiscono un romano su quattro

da grande citta', insicurezza della metropoli: un romano su quattro soffre di . Le più colpite sono le donne laureate di eta' compresa fra i 25 a i 54 anni. Seguite a ruota dai lavoratori autonomi tra i 35 e i 44 anni e dai lavoratori dipendenti tra i 45 e i 54 anni. E' quanto emerge da una ricerca effettuata dall'istituto di Neuroscenze globale (Isneg) in collaborazione con listituto di sondaggi Swg e illustrata questa mattina in Campidoglio dal direttore dell'Isneg, Rosario Sorrentino e dal presidente della commissione capitolina Sicurezza, Fabrizio Santori. Oltre ai malati cronici di (350mila a Roma nella fascia di eta' tra i 18 e i 60 anni), ci sono i malati "sporadici" (300mila nella fascia di eta' tra i 18 e i 60 anni). Includendo nella statistica anche gli under 18 e gli over 60, "tra i quali il fenomeno degli e' in costante crescita", ha detto Sorrentino, ricaviamo che quasi il 25% dei romani soffre di cronici o sporadici.  Secondo il neuroscienziato Sorrentino, il fenomeno degli a Roma e' più diffuso rispetto alle altre citta' d'Italia: "Soffre di attacchi sporadici il 21% della popolazione contro una media nazionale del 19%". Le ragioni di questa patologia? "Maggiore incidenza di situazioni di nella capitale anche generata da particolari ambienti, come i luoghi affollati, il traffico". Ma lo , in una grande citta' come Roma, puo' essere generato anche dal senso di solitudine, dalla difficolta' delle relazioni sociali, e – come in tutte le depressioni – da traumi o fobie nate in seguito a momenti difficili della vita. Infine, altre cause degli attacchi di panico, e più in generale dell' e della , possono essere ricercate in uno stile di vita sempre più sedentario, nella scarsa attivita' fisica praticata dai romani e, ovviamente, da una predisposizione genetica e da una scarsa prevenzione. Come affrontare il problema? "Non sottovalutare la malattia – spiega Sorrentino – evitare il 'fai da te', intraprendere una terapia medico-farmacologica adeguata ed evitare psicoterapie inutili e dannose". In poche parole: rivolgersi a un esperto. Dal canto loro, la societa' e le istituzioni devono evitare di "stigmatizzare queste malattie inducendo chi ne soffre a vergognarsene", perche' le malattie ansiose depressive, nel 2020, "saranno al primo posto tra le malattie più diffuse del pianeta". Il fenomeno, insomma, va preso sul serio. "I dati del sondaggio Swg sono allarmanti – ha detto Santori – per questo, Roma capitale, per il bene dei suoi cittadini, intende avvalersi della collaborazione e dell'esperienza dell'Isneg e del professor Sorrentino".

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