Palombara, nell’ospedale restano solo alcuni ambulatori. Il 1 aprile arriva il game over (e non è uno scherzo)
Un convegno per vedere svanire mesi di lotta e di speranza. Un convegno per capire – ma non ce ne era neanche bisogno – che se non si hanno santi in paradiso, puoi protestare, puoi gridare, puoi parlare alle conferenze e ai convegni, puoi occupare, e non cambierà assolutamente nulla. Se si hanno le giuste conoscenze, nei giusti palazzi, allora sì che si può arrivare a meta. Il 1 aprile, come da programma, cessa di esistere l’ospedale, poi Casa della Salute, di Palombara Sabina. Resteranno solo alcuni ambulatori. Un taglio netto dei costi del personale e della spesa per i farmaci. Significativo scrivere queste cose all’indomani del convegno promosso dall’UDC a Palombara – presenti Brizioli, Ciocchetti e Sbardella – dove circa 300 persone “hanno ascoltato – spiega Adriano Curci, presidente del comitato per la salvaguardia dell’ospedale cittadino – i tentativi di indorare la pillola ai cittadini, nascondendo di fatto la verità: la struttura non ci sarà più”. Un convegno che tra l’altro ha visto un “giallo”, se così si può definire. Il Comitato ha chiesto di intervenire prima verbalmente, poi con richiesta protocollata al consigliere comunale Zebi, e poi chiedendo direttamente agli organizzatori dell’evento. Risposta: nessun intervento. Zero. E dire che il comitato aveva trovato spazio negli analoghi incontri indetti dal Pd e dall’IdV. “Sarà forse perché – prosegue Curci – nell’incontro di ieri erano presenti persone con un importante potere decisionale?”. Per protestare contro questa decisione, il comitato si è piazzato al di fuor idi Villa Manetti, consegnando volantini alle 300 persone che hanno partecipato all’evento. Volantino che era palesemente il contrario di quello che si stava dicendo in sala. La faccia di buona parte dei cittadini che lo leggevano palesava un certo disappunto. In questo desolante panorama, “è partita la caccia – continua il presidente – agli enti che andranno ad occupare gli spazi che stanno per essere svuotati: sempre la solita concezione clientelare della politica: interessa solo il consenso, non dare i servizi ai cittadini”. Curci è un fiume in piena, e non risparmia nemmeno l’amministrazione comunale di Palombara. “Siamo dispiaciuti del comportamento del sindaco e della maggioranza consiliare. Loro avrebbero dovuto portare avanti questa protesta, tutti, in testa il primo cittadino con fascia tricolore sul petto”. Un interesse per l’ospedale che invece c’è stato a Monterotondo: il Gonfalone ha a tutt’oggi concrete possibilità di salvezza. E invece a Palombara sta per arrivare il game over, a meno di inattesi e insperati colpi di scena. Il 31 marzo il comitato si riunirà per decidere il futuro. Se sciogliersi, o proseguire ad oltranza. Di fatto, il 1 aprile sarà l’inizio di una nuova epoca per la sanità pubblica di queste zone. Con Tivoli sempre sull’orlo del collasso, con il fantomatico nuovo ospedale della Valle dell’Aniene – chissà quando e come verrà fatto – che è il futuro più o meno prossimo, e con tanta gente che sarà costretta ad andarsi a curare a Roma, per cose che fino a poco tempo fa poteva svolgere tranquillamente a Palombara. Eppure, ci sembra, parliamo sempre di cittadini del Lazio. Ma, a quanto pare, c’è Lazio e Lazio. Qui siamo nel Lazio 2 (ma anche 3, 4 o 5). Brutto dirlo, ma così è.
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Bell'articolo direttore….. la politica fa anche questi "regali"….mah!!!