Ospedale di Palombara, un limbo senza fine: il punto in attesa del 1 aprile

Scatoloni. Fragile. Non toccare. Nastro adesivo. Ricordi. Non vi stiamo raccontando di un trasloco, ma dell’inizio dello smantellamento del laboratorio analisi dell’ospedale di Palombara, struttura di fatto condannata a vita breve. Il 1 aprile si chiude, l’ospedale non c’è più: quindi tante cose vanno sistemate per il futuro. Quale futuro, non è dato saperlo. A nulla, fino a questo punto, sono servite le proteste, le manifestazioni, e soprattutto le promesse di Brizioli. “di fatto – spiega il presidente del Comitato per la salvaguardia dell’Ospedale di Palombara Adriano Curci – già disattese. Del resto, era difficile coniugare qualsiasi tipo di intervento con l’abbattimento dei costi del personale”. Molte le telefonate arrivate al Comitato in questi giorni: cittadini che chiedevano cosa si potesse fare per fermare lo smantellamento in atto. Risposte che si aspettano, che sono doverose, e che non è il Comitato a dover fornire. Lunedì sera ci sarà un incontro tra il comitato e l’opposizione in consiglio comunale, per fare il punto della situazione sull’affare ospedale. Una politica, quella locale, che poco ha fatto per la struttura sabina: giusto far notare come la Regione abbia schiaffeggiato i propri rappresentanti in città, sia per il centrodestra che per il centrosinistra, “e quindi ci chiediamo – proseguono dal comitato – perché ancora non riconsegnano le tessere ai partiti di appartenenza”. Una situazione, quella che vive Palombara, che è aggravata dalla rilevanza politica di , che ha un maggiore peso politico con il trio , e . Di conseguenza, il si salva, Palombara no. Un altro fatto che vale la pena sottolineare è gli investimenti fatti sull’ospedale “in decadenza”, se pensiamo solo ai milioni di euro spesi per l’ampliamento dello scorso anno. “Non vorremmo pensare – chiude Curci – che il nostro ospedale vada in mano di privati”. Un limbo infinito. In questo girone dantesco da qualche mese ci vivono medici, infermieri, personale vario, e soprattutto i pazienti. Una pena infinita, per la quale non sembra vedersi contrappasso in nessuna direzione si voglia guardare.

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