Guidonia, il San Michele teatro dei festeggiamenti del 150esimo dell’Unità d’Italia
Il 17 marzo anche il comune di Guidonia festeggia i 150 anni dell'Unità d'Italia. I festeggiamenti sono iniziati a Montecelio, alle ore 10 la folla, le autorità civili, militari e religiose si sono incontrate al Convento di San Michele per dare gli auguri alla nazione. La banda ha iniziato a suonare, l'inno di Mameli si diffondeva creando un'atmosfera raccolta, i presenti timidi hanno cantato a voce bassa, alcuni sorridevano altri guardavano in alto, un' apertura commovente scandita dagli applausi. In onore del compleanno della nazione viene indetto un Consiglio Comunale straordinario, il più appassionato e solenne nella storia degli ultimi consigli, i membri per un' ora si dimenticano la loro appartenenza politica, l'unico punto all'ordine del giorno è l'unità d'Italia.
“L'Italia è unita grazie ad una serie di eventi, grazie ai suoi giovani e alle sue donne – ricorda S. Sassano, presidente del consiglio comunale, e continua, <<da loro è iniziata la nostra storia”.
Si susseguono interventi, parole si accavallano una all'altra, pensieri prendono forma, tutti hanno quasi il bisogno di ricordare la storia della loro Italia, tutti sentono la necessità di fargli auguri, non solo come politici ma soprattutto come cittadini. Ogni intervento lungo o breve che sia termina in modo secco e deciso “Viva l'Italia!”.
Durante il Consiglio Comunale c'è una votazione, il consiglio approva all'unanimità l'applicazione di una targa commemorativa dei 150 anni nella città di Montecelio. La pioggia batte sui gazebo bianchi, il tintinnio delle gocce sembra essere la colonna sonora della giornata, il Sindaco Rubeis elogia i caduti, la banda suona e il tricolore si innalza nel cielo. La giornata termina all'interno del convento dove i ragazzi delle scuole Cianti di Montecelio, Edoardo De Filippo e Don Lorenzo Milani fanno sentire la loro voce. Alcuni leggono delle riflessioni riguardo l'unità di Italia, vogliono festeggiare, vogliono conoscere il loro Paese, vogliono farne parte ricordando la storia e la cultura di un popolo che ha formato una nazione. Un ragazzo ha posto una domanda retorica, “cosa fanno tante regioni? Uno Stato”.
In questo 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia vogliamo parlare davvero di Stato, unico ed unito. Con buona pace di chi all’Italia preferisce solo una parte, e ne disconosce l’altra. Vergogna, in questo caso, è l’unica parola che ci viene in mente. Ma una festa è una festa, e allora pensiamo solo ai tanti anni passati, alle cose cambiate, e alle cose rimaste perennemente uguali. C’è del buono, anche nell’Italia di oggi. E per questo vale la pena festeggiare, e ricordare.
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