Rogo in campo rom, a Roma lutto cittadino Alemanno: ”Via le baracche della morte”

"Chiederemo al governo 30 milioni di euro per completare il piano nomadi". E' questa la richiesta arrivata al termine del vertice in Prefettura dal e dal prefetto Giuseppe Pecoraro dopo la tragica morte di Raul, Fernando, Sabatino e Patrizia, i quattro fratellini morti carbonizzati nell'incendio che si è sviluppato domenica – verso le 20:30 – in una baraccopoli in via Appia Nuova a Roma, nei pressi di un circolo del Golf. I corpidei piccoli, tra i 4 e gli 11 anni, sono statitrovati all'interno di un'unica baracca abusiva. E' in corso l'indagine per accertare le cause dell'incendio. Lo hanno riferito all'ADNKRONOS i Vigili del fuoco precisando che ancora non sono state accertate le cause ma l'ipotesi più accreditata è quella che le fiamme siano partite dal braciere acceso per scaldarsi.

''Siamo determinati a chiudere entro l'anno il piano nomadi''. Lo assicura il prefetto Pecoraro. ''A breve partiremo con gli sgomberi dei microcampi abusivi – ha aggiunto – sul campo della Barbuta i lavori sono già partiti dopo lo sblocco del 26 gennaio. Una nuova area inoltre è stata individuata nel XVI municipio''.

Da parte sua il sindaco di Roma afferma: ''Non possiamo permettere che la gente continui a vivere in baracche di plastica''. Inoltre, "è mia intenzione indire il lutto cittadino e sceglieremo la data in base alla volontà della famiglia" ha annunciato. "Mi ha telefonato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che intende visitare i familiari dei bambini morti nell'incendio".

Inoltre, "chiederemo alla Protezione civile di costruire delle tendopoli per sbaraccare i microcampi abusivi e le 'baracche della morte'" ha annunciato. "Saranno tendopoli sicure e controllate: dobbiamo fare in modo che non ci siano più microcampi abusivi e – ha aggiunto Alemanno – dobbiamo dare forme di assistenza che tamponino situazioni di emergenza. Partiremo a giorni con gli sgomberi degli insediamenti abusivi e chiederemo di utilizzare le caserme dismesse".

''Un'attenzione particolare durante gli sgomberi dei microcampi – ha sottolineato Alemanno – verrà riservata ai minori. Se ci sarà un rifiuto delle famiglie a garantire i livelli di assistenza adeguata, chiederemo al Tribunale che ci sia la possibilità di dare in affidamento i minori''.

Per il presidente della Regione Lazio Renata Polverini, ''purtroppo quando le cose vanno male la responsabilità è di tutti. Questo è un Paese che ha vari livelli di amministrazione e quindi anche vari livelli di responsabilità. Quando muoiono quattro bambini, il colpevole non può essere uno solo''.

''Una grande tragedia. Di fronte a quattro bambini che muoiono bruciati la prima cosa che bisogna fare è tacere, stringersi attorno ad una famiglia così fortemente provata e provare anche la vergogna di una città come Roma dove ancora nel 2011 si può morire bruciati in baracca. Senza con questo moltiplicare le parole in polemiche spesso sterili e strumentali''. Così Paolo Ciani, responsabile settore Rom e Sinti della Comunità di S. Egidio, esprime al Sir (l'agenzia stampa della Cei) il dolore per la tragedia che si è consumata nell'insediamento abusivo in via Appia Nuova. Ciani ha trascorso la notte con i genitori dei piccoli deceduti.

Per mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrante, i 4 bimbi ''sono morti a causa del freddo, della mancanza dell'acqua e per il disinteresse prima ancora che per le fiamme''

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