Aggressione razzista a Guidonia
Questi qua, gli albanesi, i romeni, e tutti gli altri, devono avere paura del popolo. Non della Legge. La Legge li protegge. Allora, a quelli che sbagliano, gli spezziamo le gambe noi…». I discorsi davanti al “Jolly Blue” bar, sulla piazza di Collefiorito, sono questi, piaccia o non piaccia. Marco vent’anni che fa il meccanico, Beppe il titolare, Sergio ”Er Fattanza” cappellini, scarpe da ginnastica slacciate, pantaloni a vita bassa ormai non si nascondono più. «Scrivi, scrivi! – esortano -L’abbiamo fatto e lo rifaremo. Gli albanesi erano ubriachi persi e ci prendevano per il c… Mo’ basta. Semo partiti. Bom! Bom! Bom! Botte e calci e pugni e mazzate vere. Devono capi’. O cambiano o li bruciamo!».
Le parole atterriscono e magari non raccontano tutto. Non raccontano, ad esempio, di Maria Nuzzo. Il “Jolly Blue” è a poche decine di metri dal “Bar Centrale”, il locale davanti al quale sabato sera un gruppo di italiani che si sentivano provocati da cinque albanesi ubriachi hanno fatto l’Iradiddio: assalto a mani nude, botte da orbi, prese e ricevute. Maria Nuzzo è, insieme al marito, Giovanni, la titolare del “Centrale”. È lei che facendo entrare gli immigrati in uno sgabuzzino li ha sottratti in qualche modo alla furia degli aggressori salvando il locale dalla devastazione.
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